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L'arte è più forte dell'odio!

L'arte fa paura, fa paura a chi conosce solo l'insulto, la disumanizzazione dell'altr*, il pregiudizio, a chi non accetta che le cose non siano come lui/lei credono che siano. 

L'arte è resistenza al crescente odio che ci circonda, l'arte è disobbedienza ai luoghi comuni, è la capacità di vedere il mondo da una prospettiva più vera, l'arte è complessità. 

L'arte non si piega, le persone che questa arte la costruiscono con i loro corpi, voci e vite non si piegano e hanno bisogno di tutt* noi per questo domani sera, venerdì 5 luglio dobbiamo tutt* insieme vedere lo spettacolo con Ivana Nikolic

"Non chiamateci zingare!" alla Cavallerizza Irreale, alle ore 21.00.

Ivana ha ricevuto moltissimi insulti e minacce per questo spettacolo, ma noi siamo di più. Partecipate e condividete l'evento!

https://www.facebook.com/events/708955136223229/

Oltre il cielo c'è l'inferno ed è dove io ti aspetto." Torre Maura, Casalbruciato. Sono solo alcuni tra i tanti avvenimenti che, negli ultimi anni, hanno scavato il divario tra le comunità rom e i gagé. Nell'estate 2018 un uomo, "per divertimento" ha sparato a una bambina rom di 11 mesi, facendole perdere l'uso delle gambe. Poco dopo un ragazzino rom, in metropolitana, è stato minacciato con un coltello e accusato di un furto non commesso da un 29enne che affermava:"Vi voglio uccidere tutti." E ancora, di episodi da citare ce ne sarebbero tanti. C'è paura, c'è ignoranza, c'è diffidenza. Da entrambe le parti. C'è la svalutazione dell'umanità, quando questa umanità non rientra negli standard richiesti. C'è la mancanza di un incontro, lo stesso dal quale io sono nata. C'è che siamo due facce della stessa medaglia, soffi nella terra di nessuno, a metà tra due trincee nemiche. Ci siamo chieste a lungo come poter rispondere agli ultimi episodi e abbiamo deciso di farlo con l'arte. Ballando, scrivendo, suonando. Di offrire il pane a chi l'ha calpestato. Di raccontare la Bellezza che ci unisce nella diversità, perché è quella dalla quale dobbiamo ripartire. Non è facile trasformare il dolore in qualcosa di positivo, ma penso sia l'unico modo per creare, finalmente, quel ponte che ci può unire, passo dopo passo. di Morena Pedriali

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